Ha dell’incredibile cosa sta succedendo nella carriera 2.0 di Andy Murray dopo il ritiro dal tennis giocato e la nuova avventura nel mondo del golf
Andy Murray si è ritirato la scorsa estate dopo aver vinto numerosi titoli e per ben due volte il torneo di Wimbledon, primo britannico a riuscirci dai tempi di Fred Perry. Negli ultimi anni, ha subito gravissimi problemi all’anca che ne hanno limitato di molto il rendimento e lo hanno costretto al ritiro dal tennis giocato.
Un duro colpo per Murray, che avrebbe meritato un finale di carriera diverso. Magari al top della forma, o comunque in grado ancora di poter competere con i suoi più grandi rivali. Come per esempio Novak Djokovic, con il quale ha solo sette giorni di differenza d’età, ma evidentemente la tenuta fisica nel corso della carriera e lo stile di gioco sono sempre stati diversi, oltre alla qualità.
Nole è uno dei tennisti più forti di sempre, di sicuro il più completo. Murray un giocatore straordinario capace di detronizzare lo stesso Djokovic, Federer e Nadal al massimo della loro forma. E infatti tra i due c’è una forte rivalità, tant’è vero si sono affrontati per 36 volte con un bilancio a favore del serbo di 25-11, con un 5-2 nelle finali Slam.
Murray, come detto, si è ritirato la scorsa estate. E ha deciso di darsi al golf, seguendo lezioni private e diventando bravo nel più breve tempo possibile. Attualmente, ha un handicap di sette ed è deciso ad azzerarlo il prima possibile. Tuttavia, il suo futuro nel golf potrebbe essere a rischio visto che Murray è diventato l’allenatore di Djokovic.
Una notizia pazzesca, con Nole che ne ha dato l’ufficialità sui suoi canali social pubblicando un bellissimo video degli scontri con Murray quando i due se le davano di santa ragione nel circuito. E manco a dirlo, ha portato a una miriade di commenti positivi e sorpresi visto che tra i due, nel corso degli anni, c’è stata una grande rivalità.
A Murray il golf piace, senza dubbio, non a caso ha partecipato a numerose gare diventando via via sempre più bravo, strappando anche complimenti illustri come quelli di MacIntyre: “Per uno che non ha giocato molto, ho pensato fosse bravo. Il suo handicap sarà zero in men che non si dica”. Tuttavia, il richiamo del tennis è stato troppo forte. Vedremo per quanto tempo il britannico sarà allenatore di Djokovic, che ha tutta l’intenzione di essere competitivo agli Australian Open.
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