Sinner torna a parlare dopo la bufera che lo ha coinvolto negli ultimi giorni: parole durissime da parte dell’azzurro
Non è stato facile rompere il ghiaccio con gli US Open per Jannik Sinner. Non dopo tutto quello che è venuto a galla nei giorni che hanno preceduto l’ultimo Slam dell’anno. Il caso Clostebol, che avrebbe dovuto essere aperto e chiuso in poche ore, visto che l’azzurro è stato considerato innocente dai giudici, ha in realtà avuto ripercussioni importanti nel mondo del tennis, macchiando l’immagine del numero uno al mondo. Attaccato da più parti, Sinner si è sentito ferito, e non lo ha voluto nascondere.
Al di là degli attacchi, gratuiti e anche piuttosto gravi, da parte di giocatori sempre sopra le righe come Nick Kyrgios e Denis Shapovalov, a far più male a Sinner sono state le parole di alcuni tennisti o addetti ai lavori del mondo del tennis che ha sempre considerato amici. Trattato da molti come il peggiore degli imbroglioni, un avido giocatore dalle ambizioni eccessive pronto a utilizzare qualunque misero trucco pur di riuscire a ottenere una vittoria in più, Sinner si è sempre sentito innocente, e aveva pensato, forse ingenuamente, che almeno dai colleghi avrebbe avuto una totale solidarietà.
Così non è stato, e subito dopo il primo match a Flushing Meadows, il numero uno al mondo si è voluto togliere un piccolo sassolino dalle scarpe, spiegando per filo e per segno cosa gli ha insegnato tutta questa deplorevole vicenda.
Sempre pronto a guardare il lato positivo di ogni questione, anche stavolta Sinner ha voluto cercare di trarre un insegnamento da quanto accaduto, anche se un insegnamento agrodolce. In particolare, ha capito che nel mondo del tennis non tutti sono tuoi amici, anche quelli che fingono di esserlo.
Lo ha spiegato, senza troppi giri di parole, lo stesso tennista di San Candido ai microfoni di Supertennis: “Ho imparato chi è mio amico e chi no. E anche molte altre cose, ad esempio quanto sia importante la vita anche al di fuori dello sport, del tennis. La mia situazione non era semplice, ma c’è di peggio“.
Senza fare, ovviamente, i nomi di chi evidentemente non ritiene più degno della sua fiducia, almeno in qualità di amico, Sinner ha voluto però apertamente e pubblicamente ringraziare chi lo ha sostenuto senza alcuna remora. In particolare quel Matteo Berrettini che ancora una volta si è dimostrato una persona leale.
“Mi hanno fatto molto piacere le sue parole, Matteo mi conosce abbastanza bene“, ha spiegato Jannik, più sincero che mai: “Ci rispettiamo molto, anche umanamente. La sua stima mi ha fatto molto onore“. Non può dire lo stesso, invece, di altri giocatori, che evidentemente non hanno creduto alla sua innocenza. Un’innocenza che è però provata e comprovata. Ed è da questo che Sinner deve ripartire, per lasciarsi alle spalle un periodo burrascoso che fa ormai parte del passato.
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