Sale la preoccupazione per Jannik Sinner, l’annuncio toglie ogni dubbio: cosa sta succedendo, tifosi in ansia.
A Parigi è tutto pronto per il ritorno di Jannik Sinner. Dopo il ritiro anticipato a Madrid e il forfait di Roma, il numero 2 al mondo scenderà nuovamente in campo al Roland Garros per cercare d’inseguire un obiettivo che solo poche settimane fa sembrava irrealizzabile: conquistare la posizione numero uno al mondo. In attesa di scoprire se riuscirà a raggiungere anche questo grande traguardo, sale la preoccupazione tra tutti i suoi tifosi. Le ultime parole sull’altoatesino sembrano infatti spazzare via ogni dubbio.
Essere Jannik Sinner in questo momento non è semplice. Come d’altronde non lo è essere Carlos Alcaraz, Daniil Medvedev o qualunque altro giocatore competitivo e ambizioso della generazione che sta cercando di chiudere definitivamente l’epoca dei Big Three, spingendo Djokovic verso una meritata pensione anticipata.
A complicare le cose per il numero uno azzurro e per i suoi principali competitor c’è un calendario sempre più fitto, a tratti ingestibile. Una serie interminabile d’impegni che, nei fatti, mina la stabilità fisica, psicologica ed emotiva dei giocatori, mettendoli sempre più sotto pressione, con il risultato di costringerli a frequenti stop per infortuni che, forse, dieci o quindici anni fa sarebbero stati evitabili. Una situazione che potrebbe rendere la carriera di Sinner un vero e proprio calvario, come annunciato in questi ultimi giorni.
Questo calendario sempre più fitto che ha portato, di fatto, due giocatori come Sinner e Alcaraz a fare i conti già dal mese di marzo-aprile con problemi fisici anche piuttosto importanti e invasivi, è sempre più al centro dell’attenzione mediatica. Tra gli addetti ai lavori e gli stessi protagonisti la discussione è più che accesa, e la sensazione è che qualcosa debba essere cambiato, per non rischiare di rendere il tennis uno sport fisicamente ingestibile.
Attesi dal ritorno in campo a Parigi, Sinner e Alcaraz sono solo due esempi di come in questo momento si stia giocando troppo. Due ragazzi giovani, pieni di talento che a causa dei troppi impegni hanno dovuto fare i conti negli ultimi tempi con problemi fisici che ne hanno frenato le ambizioni. E questo non è giusto.
Lo ha sottolineato, senza troppi giri di parole, l’ex tennista Barbara Schett in un’intervista rilasciata ai microfoni di SuperTennis: “Ormai la stagione è sempre più intensa. Ai miei tempi si giocava fino a fine ottobre, oggi non ci si riposa praticamente mai. Lo scorso anno Sinner non si è mai fermato. Bisogna fare attenzione alla programmazione“.
Secondo Schett, in questo momento è pericoloso per i giocatori scendere in campo troppo spesso, a distanza così ravvicinata tra i vari tornei. E diventa ancora più pericoloso se scelgono di inserire nella propria agenda anche quei tornei di esibizione, come la Laver Cup, che invogliano i tennisti grazie a montepremi spesso più interessanti degli stessi tornei ufficiali.
Insomma, è necessario trovare degli equilibri per poter garantire al tennis di continuare a crescere come sport e ai migliori giocatori di poter scendere in campo in tutti i tornei più importanti e attesi. Equilibrio che dovrà essere trovato dagli stessi protagonisti, ma anche da chi governa il mondo del tennis, per non rischiare di falsare una competizione mai come in questo momento appassionante, e non solo per i tifosi italiani.
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